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Quando l’intelligenza salta all'occhio
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Quando si parla di cosmesi, la progettazione e lo sviluppo di nuovi formati e di nuove tecniche di riempimento può costituire in molti casi un fattore di successo. Una condizione che obbliga i costruttori di macchine a inventarsi soluzioni che sappiano combinare creatività e alta produttività. Ecco perché Axomatic ha scelto per la sua intubettatrice per mascara tutta l’intelligenza delle soluzioni Omron.
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Il sempre più massiccio ricorso all’elettronica da parte dei costruttori di macchine non è un fenomeno che si può spiegare solo e unicamente con la necessità di toccare nuovi record di produttività. Di fatto, sono sempre di più i produttori che ricorrono a un certo modo di fare automazione anche per aumentare la qualità e la versatilità delle proprie applicazioni. È il caso di Axomatic, una delle principali rme italiane nel confezionamento di prodotti farmaceutici e cosmetici densi e semi-densi, che proprio grazie all’intelligenza a bordo macchina è riuscita a dare al mercato soluzioni aperte a un numero pressoché sterminato di formati. Un approccio che ha permesso all’azienda di Settimo Milanese di fare breccia fra le grandi multinazionali della cosmesi, laddove è maggiore la richiesta di varianti di prodotto sempre più “attraenti”. Non è un caso che l’80% del fatturato della società (che attualmente supera i 10 milioni di euro, come gruppo) arrivi dall’estero, soprattutto da Germania, Olanda e Francia, Russia ma anche dal Brasile e nelle Americhe, dove il consumo di creme, shampoo e dei prodotti di bellezza in genere a ni cresce a ritmi sostenuti. Ad assistere Axomatic in questa attività di export così ampiamente distribuita c’è Omron, partner centrale per la fornitura di componenti per il controllo e la movimentazione.
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Nel tubetto in un batter di ciglia
Uno dei pezzi pregiati della produzione Axomatic è l’intubettatrice automatica per mascara, una macchina derivata da un’applicazione nata in origine per l’industria farmaceutica e successivamente trasferita al settore della cosmetica. Questa “discendenza” garantisce alla soluzione migliori requisiti igienico-sanitari, nonché una maggiore facilità di montaggio e di attrezzaggio per il cambio formato. Sia all’interno che all’esterno, la macchina è infatti totalmente realizzata in acciaio inossidabile, proprio perché concepita in principio per la camera sterile. Su questa base, l’aggiunta della componentistica Omron ha permesso di sfruttare funzionalità molto speci che - dalla possibilità di mescolare più prodotti in un’unica pasta a quella di e ettuare caratteristici riempimenti a spirale - altrimenti di cilmente praticabili. In particolare, l’abbinamento fra Plc, inverter e motori motori brushless Omron ha dato ad Axomatic la possibilità di regolare in modo totalmente sincronizzato tutte le operazioni di riempimento e serraggio delle confezioni, senza appesantire i tempi ciclo. La macchina è infatti tarata per completare a partire da 60 pezzi niti al minuto, con la possibilità di operare in parallelo su due canali per raddoppiare all’occorrenza la produttività. «Per quanto si inserisca in una tradizione di applicazioni ben consolidate, ci tiene a sottolineare Antonio Bruno Olivieri, presidente della società, questa macchina può essere considerata innovativa, soprattutto per la sua capacità di coniugare originalità e produttività. In genere, chi acquista una soluzione di questo tipo vuole avere una certa essibilità sul cambio formato, ma al tempo stesso si preoccupa perché ciò non in uisca sui tempi ciclo. Quando si opera a ritmi di centinaia di pezzi al minuto, infatti, ogni minuto può infatti costituire un forte danno economico. In questo senso, l’innesto dell’automazione garantisce alla soluzione un alto valore aggiunto, perché permette di spingere le prestazioni laddove la meccanica da sola non sarebbe in grado di arrivare».
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Tutto passa dal Plc
Cuore del sistema è il Plc CJ1, uno dei punti fermi della progettazione Axomatic, come già del resto in tutta l’ampia gamma di mescolatori inox ri niti a specchio a funzionamento sottovuoto per l’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare della casa. Rispetto ai primi modelli, le attuali tubettatrici Axomatic dispongono di un sistema di controllo più sempli cato. Allo stato attuale, la macchina provvede a caricare alla rinfusa i contenitori da riempire, selezionandoli e conducendoli attraverso una canalizzazione verso il centro dell’unità. Qui i pezzi vengono ribaltati all’interno di una bussola dove vengono prima preparati (verifica del posizionamento, pulizia con aria compressa) e quindi riempiti. In ultimo si provvede all’innesto del viper (la capsula tra lata che provvede alla pulizia delle setole) e del pennello. A questo punto il contenitore è pronto per essere tappato, avvitato ed espulso. Una delle fasi fondamentali del processo riguarda la preparazione del rimmel che deve essere costantemente mantenuto in temperatura all’interno di una tramoggia prima di essere inserito all’interno dei contenitori. Il prodotto è riscaldato in modo continuo attraverso sensori gestiti direttamente dal Plc. Sempre da Plc è inoltre possibile gestire tutta una serie di parametri richiamabili direttamente da touch-screen. L’operatore può modificare per esempio sia la corsa che l’incremento del gruppo alza-bussole, il serraggio dei tappi (coppia e numero di giri possono essere impostati da touchscreen), il riempimento l’apertura e chiusura delle valvole dei componenti, nonché visualizzare gli allarmi di tutti i componenti messi sotto sicurezza. Anche l’incremento delle velocità e delle fasi può essere gestito direttamente dal pannello operatore.
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Dallo standard alla soluzione su misura
Su tutte le macchine Axomatic – dalle tubettatrici alle astucciatrici e alle riempitrici – è prevista fin dall’origine la possibilità di essere vestite su misura in base a specifiche richieste di personalizzazione. Non sfugge alla regola nemmeno la gamma di tubettatrici automatiche, che si compone da una famiglia di macchine in grado di spaziare da formati ridotti (da 10 millimetri di diametro) a tubetti “maxi” (da 50 millimetri di diametro per un massimo di 250 mm di altezza). In questo modo la casa milanese può garantire la copertura dell’intero spettro di confezionamento, come chiarisce il dott. Luca Olivieri: «Ogni macchina nasce con un’anima standard ma può essere vestita a seconda delle speci che necessità. Per fare economie di scala, operiamo normalmente attraverso due step successivi: una prima fase di costruzione e trattamento delle parti, nella quale provvediamo al montaggio della macchina base in serie, e una seconda fase di ri nitura, nella quale e ettuiamo la personalizzazione ».
L’innesto di due motori brushless Omron Sigma II, uno da 1 kW per il gruppo alzabussole e uno da 400 Watt per la chiusura del tappo, di due azionamenti e due inverter, uno per il motore macchina e uno per il mescolamento, fornisce l’infrastruttura base per la regolazione dei movimenti, mentre il Plc Omron CJ1 garantisce l’intelligenza necessaria per memorizzare a bordo macchina tutte le ricette e gestirle in modo intuitivo. Ogni con gurazione può essere richiamata in qualsiasi momento attraverso il pannello operatore NS5, il terminale compatto Omron che equipaggia tutta la produzione di macchine Axomatic. Anche la parte so ware nasce da una radice comune che può essere via via personalizzata. Ciò permette ad Axomatic di innestare applicazioni ad hoc – dai codi catori a getto d’inchiostro ai laser, dalle videocamere per il controllo del riempimento e del posizionamento del tubo al controllo a campione del peso – senza particolari problemi di interfacciamento. La possibilità di gestire l’intero perimetro tramite Plc e asservimento meccanico, permette infatti alla macchina di essere estremamente aperta all’integrazione di nuove funzionalità. Conclude Luca Olivieri: «La macchina può essere totalmente automatizzata: ogni passo di controllo può essere impostato, se il cliente lo desidera. Ciò che rimane fuori dall’automazione è il normale attrezzaggio per l’eventuale cambio formato. È solo grazie a queste potenzialità che oggi possiamo assicurare al mercato la compatibilità del riempimento in tutti i tubetti attualmente conosciuti, di qualsiasi dimensione e materiale».
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