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Confezionare 50.000 bottiglie all’ora? Possibile, grazie all’automazione integrata
Nel mondo del beverage, il packaging delle bottiglie può rappresentare un problema, soprattutto quando si opera a velocità sostenute. Per Ci.ti.emme e Novopac, incaricate da Fructonade alla realizzazione di un nuovo impianto di confezionamento per la birra, il problema è stato risolto attraverso una sistema di confezionamento a ciclo continuo Tutta la parte di automazione è stata affidata alla tecnologia Omron, che ha fornito nella fattispecie i motori brushless, gli azionamenti, la scheda assi, il bus di campo e i terminali touch screen |
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La vertiginosa crescita dei ritmi produttivi ha indotto molte aziende del beverage a cercare nelle nuove tecnologie una risposta concreta alle problematiche di movimentazione e di confezionamento degli articoli. Se dal punto di vista meccanico il margine per ottenere prestazioni più “spinte” è ormai piuttosto ridotto, l’automazione, soprattutto se integrata, può rappresentare ancora una reale discriminante per guadagnare tempo. Proprio la ricerca di una maggiore velocità di produzione ha indotto Fructonade, marchio russo affermatosi nella produzione di birra, a migrare verso un sistema di confezionamento ad alto tasso di automazione. Incaricate del progetto di implementazione tecnologica, Ci.ti.emme e Impianti Novopac, società specializzate da circa 30 anni nella progettazione e costruzione di impianti per il confezionamento con film termoretraibile e di incartonatrici wrap-around.
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Per Fructonade la necessità primaria era quella di riuscire a sostenere una produzione di circa 50.000 bottiglie all’ora, da inscatolare in pacchi da 20 bottiglie l’uno. Per sostenere un simile ritmo produttivo, Ci.ti.emme e Novopac hanno realizzato una macchina a ciclo continuo di confezionamento: le operazioni di inscatolamento avvengono in pratica senza alcuna interruzione, grazie all’intervento di due bracci meccanici che permettono il corretto distanziamento dei prodotti rispetto alla lunghezza del pacco, senza mai arrestare la movimentazione delle bottiglie. Chiave di volta della nuova installazione è l’utilizzo della tecnologia Omron che ha fornito i motori brushless SGMGH, gli azionamenti della Serie SGDH, la scheda assi Trajexia per il comando dei motori, il plc Cj1, il bus di campo per il comando a distanza degli ingressi e delle uscite (moduli SRT2 Id, da 8/16 I/O) e i pannelli di visualizzazione Ns8.
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Grazie a questi innesti, Ci.ti.emme e Novopac hanno potuto incrementare il livello di affidabilità della macchina nonostante la complessità della movimentazione, che prevede lo smistamento delle bottiglie su cinque diversi canali. L’utilizzo dei motori brushless a bloccaggio continuo permette nella fattispecie di rilasciare le bottiglie in modo sincrono rispetto alla posizione del vassoio di confezionamento; al tempo stesso, l’impiego dei motori con encoder assoluto impedisce il verificarsi di collisioni fra i bracci in caso di fermo macchina; altri due motori brushless, infine presiedono alle operazioni di sbobinamento e taglio del film termoretraibile per l’avvolgimento delle confezioni.
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Per quanto riguarda le operazioni di cablaggio e collegamento, gli azionamenti Omron hanno permesso di ridurre drasticamente il numero di cavi presenti, facilitando al contempo la comunicazione fra plc, ingressi e pannello di controllo. Da sottolineare, infine, le doti di flessibilità della nuova installazione. L’utilizzo di motori brushless consente di tarare la produzione su nuovi formati, garantendo longevità all’investimento. Naturalmente anche la parte di programmazione può essere opportunamente modificata: è sufficiente inserire i nuovi parametri all’interno del pannello di controllo per cambiare il formato del packaging entro le tolleranze previste.
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